ETF vs FONDI COMUNI : quale la scelta vincente
Quale prodotto è meglio sottoscrivere e perchè? Questa è la domanda alla quale il cliente si aspetterebbe una risposta sincera. Nella “giungla degli investimenti” dove ognuno (promotore, bancario, Private Banker) propone la sua offerta, il Consulente Finanziario Indipendente “garantisce” al cliente una consulenza priva di conflitto di interesse. Al di là del raffronto “teorico” tra le 2 tipologie di strumenti finanziari, quello che ci preme porre in evidenza è che non esiste il Fondo o l’ETF migliore per tutte le tipologie di risparmiatori.
La partenza per quanto riguarda la consulenza indipendente, non è mai il prodotto e anche le conclusioni, quindi, che ci piace ricordare spettano ai clienti, sono frutto di informazioni e analisi che rendono più semplice la decisione. In merito alla disquisizione che affascina molti addetti ai lavori il nostro pensiero è che è difficile generalizzare. Nel mare di prodotti dell’industria del risparmio gestito la maggioranza dei fondi e sicav non sono strumenti efficienti, costantemente sotto benchmark e zavorrati da pesanti oneri di gestione (commissioni di gestione, diritti fissi, commissioni di performance ecc.). Esistono comunque delle realtà positive e in alcuni casi i gestori sono davvero bravi riuscendo a sovraperformare il mercato contenendo anche la volatilità. Personalmente, al di là di qualche rara eccezione, preferiamo consigliare nelle nostre torte gli ETF ritenendoli strumenti più efficienti sia sotto il profilo dei minori costi e della trasparenza della “gestione” ma soprattutto per la maggiore facilità di negoziazione in quanto questi ultimi vengono trattati alla stregua di un titolo azionario o obbligazionario mentre un fondo o una sicav vengono negoziati con 2 o anche 3 giorni di buio per il cliente in quanto il NAV di entrata o di uscita dal fondo è appunto 2/3 gg successivi all’ordine del cliente. E’ vero anche che l’orizzonte temporale per chi acquista un fondo o una sicav non è mai di breve periodo ma perché dare un ordine al buio? In conclusione preferiamo la cosiddetta gestione passiva degli ETF alla gestione attiva dei fondi in quanto quest’ultima il più delle volte non garantisce un vantaggio per il cliente. La nostra analisi non ha la pretesa di esaurire il raffronto ma ci premeva porre in evidenza le differenze più evidenti. Per un approfondimento Vi invitiamo a visitare il sito www.consulentefinanziarioindipendente.it dove troverete per ogni provincia il Consulente a Voi più vicino.
DOTT. FRANCO CALVANI – FBM CONSULTING
